Viterbo, chiesa Santa Maria della Salute - Per merito dell'Associazione Archeotuscia, la chiesa di Santa Maria della Salute, a pochi passi da Piazza del Comune a Viterbo, tornerà al suo antico splendore. L’edificio di culto cristiano, uno dei più bei gioielli artistici della città di Viterbo, versava da tempo in pessime condizioni. Ora, anche grazie anche al contributo della Fondazione Carivit, è finalmente possibile realizzare un progetto organico di risanamento dell'intera struttura che vede all'opera i restauratori Emanuele Ioppolo e Celeste Stefania, diretti dalla soprintendente Rosalba Cantone.
L’attività di recupero interesserà soprattutto il prezioso portale marmoreo, attribuito a Lorenzo Maitani, che verrà ripulito da indecenti imbrattature. La costruzione di Santa Maria della Salute inizia intorno al 1318, grazie al notaio e terziario francescano Maestro Fardo di Ugolino che la fonda come oratorio per accogliere madri abbandonate, prostitute, malati ed ebrei convertitisi al cristianesimo. La sua pianta interna quadrilobata rappresenta una soluzione alquanto innovativa nell’ambito del panorama architettonico del luogo e del periodo. Le pareti ricurve formanti delle esedre, non evidenziate dall’andamento curvilineo della struttura esterna, terminano a semicupola e sono delimitate in alto da cornici marcapiano e lateralmente da pilastri con capitelli.
Nel pavimento una pietra tombale indica il luogo dove Maestro Fardo si fece seppellire nel 1348 e riporta, scolpita grossolanamente, la sua figura distesa con le mani incrociate. La facciata, discostandosi dai modelli tipici del gotico viterbese, presenta una particolare bicromia rosa e bianca. Il raffinato portale a sesto acuto, nei cui stipiti si alternano piastrini lisci e tortili, è incorniciato da un elegante tralcio di vite che circonda dei medaglioni in marmo raffiguranti le Opere della Misericordia, a sinistra quelle corporali e a destra quelle spirituali. Nella parte superiore sono raffigurati Cristo e la Vergine in trono, un drappo sorretto da angeli e sotto figure dei beati.
La stilizzazione delle immagini racchiude uno scopo didattico, quello di comunicare, attraverso figure simboliche, educando i fedeli. Esempio unico nell’architettura sacra viterbese del tempo, la decorazione di Santa Maria della Salute fa pensare ad influssi esterni. Nella raffinata ornamentazione del portale, infatti, è riscontrabile una forte affinità con la facciata del Duomo di Orvieto. E’ possibile allora attribuire il disegno originale e moderno dei bassorilievi a Lorenzo Maitani, proprio allora direttore del cantiere della cattedrale umbra, o ad uno dei suoi allievi che abbia portato una lettura nuova della cultura plastica, arricchendola di riferimenti alle sculture delle grandi cattedrali francesi del secolo XIII.
La decorazione della facciata del Duomo è costituita da bassorilievi dedicati alle Storie del Vecchio e del Nuovo Testamento e, come nel caso di Viterbo, i riferimenti francescani sono chiari in tutte le singole scene, enunciando, con sapienza narrativa, un preciso messaggio dottrinale ed escatologico. Archeotuscia, dopo aver ottenuto la chiesa in comodato a tempo indeterminato, è entusiasta ed orgogliosa di aver destato la dovuta attenzione verso un monumento di tale rilevanza storico-artistica. Promuovere la ricerca, la tutela e la gestione dei siti di interesse archeologico, storico, artistico, monumentale e paesaggistico nel territorio della Tuscia, sono alcuni degli obiettivi fondamentali dell’Associazione, al fine di conservare un patrimonio culturale troppo spesso trascurato.
Elisa Ignazzi
- Uno Notizie Tuscia, Viterbo - Lazio -
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