Su Internet è grande l'attesa per un'eruzione del vulcano Marsili, ma l'evento è improbabile, ultime notizie Roma - Il Marsili è un vulcano sottomarino del Tirreno meridionale, pressoché equidistante dalle coste della Calabria, della Sicilia e della Campania e a 70 km dalle Eolie. E' anche uno dei vulcani più estesi d'Europa con i suoi 70 km di lunghezza e 30 km di larghezza (pari a 2.100 chilometri quadrati di superficie). Un gigante sommerso da anni al centro dell'attenzione, di recente soprattutto di internet e dei social network, dove impazzano allarmismi dei più vari circa una sua possibile eruzione. Gli esperti dell'Istituto nazionale geofisica e vulcanologia (Ingv), però, gettano acqua sul fuoco: l'evento è improbabile e l'allarme "non ha alcun supporto scientifico".
"Un'eruzione è improbabile", e "tutto quello che sta girando in rete non ha alcun supporto scientifico". Così Giuseppe D'Anna, vulcanologo dell'Ingv, interpellato dall'agenzia Dire.
Certo, spiega D'Anna, "non sappiamo cosa sta facendo" il vulcano, perché "il Marsili non è l'Etna": essendo sommerso tutte le operazioni si complicano e diventano molto costose. "E' da anni che spingiamo affinchè venga monitorato, ma nessuno si è mai curato di questo- spiega l'esperto- noi abbiamo fatto solo due campagne e non abbiamo strumenti sul vulcano". Infatti, per il monitoraggio di un vulcano sottomarino, "ci vogliono 10 volte gli investimenti rispetto a uno a terra" e questo vulcano "è più esteso dell'Etna, è su ben 70 km di lunghezza- precisa D'Anna- non è un punto fisico".
Ma quali conseguenze avrebbe una possibile eruzione del Marsili? "La possibilità di tsunami in corpi sottomarini c'è sempre, ma non perchè è un vulcano- spiega Giuseppe D'Anna, vulcanologo dell'Ingv- basti ricordare quello che è successo nel 2000 a Stromboli: si è staccato dal materiale dalla parte subaerea e un corpo di materiale franoso ha provocato l'onda anomala". Quindi, "non è peregrina l'idea di uno tsunami, ma l'origine principale non può essere addebitata a un'eruzione, ma magari ad una frana- rileva il vulcanologo- ci sono molte instabilità lungo le coste italiane, non è solo un problema vulcanico".
Ma non c'è solo da spaventarsi pensando al Marsili: il vulcano sottomarino sarebbe anche una possibile fonte geotermica. "c'è una società, la Eurobuilding che ha una concessione esplorativa in esclusiva per lo sfruttamento geotermico del vulcano- conclude D'Anna- ma da qui a dire quanta energia sia possibile tirare fuori, come e quando farlo, ce ne passa: sono solo valutazioni solo teoriche".
Intanto,in un altro grande tra i vulcani delle Eolie, lo Stromboli, è in corso una vivace attività, ma non pericolosa, con colate laviche ed eruzioni.