Ultime notizie Puglia, dal CNA di Brindisi - Tempi troppo brevi per gli adempimenti, costi troppo elevati per artigiani e piccole imprese, procedure farraginose. Sono queste, in sostanza, le principali problematiche per l’applicazione del Sistri, il nuovo sistema di gestione telematica del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti. A denunciarlo è la Cna provinciale di Brindisi.
“Non siamo contrari al provvedimento in sé – spiega il direttore Sonia Rubini – ma siamo convinti, innanzitutto, che per determinare il successo di questa operazione i cosi vadano ridotti, soprattutto per le piccole imprese e per gli artigiani. Senza il miglioramento delle condizioni per queste categorie, che rappresentano la struttura portante dell’economia italiana, il Sistri si rivelerà senza ombra di dubbio un fallimento”.
Da sempre la Cna sostiene l’importanza di un sistema per la corretta gestione della catena dei rifiuti e dunque non può non appoggiare un provvedimento che mira proprio al raggiungimento di questo scopo. Troppo spesso, infatti, i comportamenti illeciti di pochi, nel settore dello smaltimento dei rifiuti, hanno penalizzato le aziende che operano in piena correttezza oltre che, naturalmente, l’ambiente. Il risultato ottenuto con la riforma, tuttavia, non è quello auspicato.
I contributi annuali ed i costi di installazione dei supporti informatici e tecnologici necessari, infatti, rischiano di erodere ulteriormente il già minimo profitto delle piccole imprese e degli artigiani, pesantemente provati dalla crisi. Nonostante la proroga dei termini per entrambe le categorie obbligate all’adesione, inoltre, i tempi per adattarsi al nuovo sistema restano troppo brevi. Dotarsi di complessi supporti come, ad esempio, le “black box” da installare sui mezzi per il trasporto dei rifiuti, richiede tempi più lunghi. “E’ necessario – conclude il direttore Sonia Rubini – che oltre all’efficacia ed all’efficienza del sistema di gestione telematica del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti, si consideri la necessità che le procedure non diventino un peso per le aziende che devono utilizzarlo”.
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