E' stato un prelibato invito quello del ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, andato in onda durante la trasmissione tv di Rai 1, La prova del cuoco, che ha invitato gli italiani a brindare e portare in tavola per le feste i prodotti solo italiani.
L'Atlante nazionale dei prodotti tipici infatti, conta circa 4500 prodotti di qualità, patrimonio di identità culturali che non vogliamo e non possiamo cancellare. Oltre 1.700.000 aziende agricole custodiscono saperi e tradizioni che rendono il nostro comparto enogastronomico unico e imitato, purtroppo, in tutto il mondo. Ricordiamoci che deteniamo il primato mondiale dei prodotti di qualità certificata; ben 190 sono quelli registrati in sede comunitaria. Dobbiamo dare una mano alla nostra agricoltura consumando prodotti Made in Italy, di prossimità e di stagione e brindando con i nostri vini durante le feste”.

Il ministro ha cucinato il risotto al Radicchio rosso di Treviso, che “per molto tempo – ha detto –, negli anni di povertà che il Veneto ha vissuto, sostituiva il pane sulla tavola delle famiglie”. Zaia ha infine presentato un paniere di prodotti enogastronomici italiani: Fagioli di Lamon, Mozzarella di Bufala campana, olio d’oliva, Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, miele e Pizza Napoletana, da pochi giorni diventata Specialità tradizionale garantita.


Intanto la Coldiretti ci fa sapere che tre italiani su quattro (75 per cento) per Natale pensano di acquistare prodotti Made in Italy evidenziando un atteggiamento “patriottico” di molto superiore a quello degli altri Paesi europei dove in media solo il 59 per cento dei cittadini metterà sotto l’albero prodotti del proprio Paese.

Così,la stragrande maggioranza degli italiani in occasione del menu’ di Natale escluderà dalle tavole i prodotti stranieri, dallo champagne alle ciliegie cilene, dal salmone all’ananas, dalle ostriche al caviale, sulla base dell’indagine “Xmas Survey 2009” di Deloitte. Se oltre nove italiani su dieci, secondo Confesercenti, trascorreranno la vigilia e il pranzo di Natale a casa con parenti e amici, a vincere saranno soprattutto - sottolinea la Coldiretti - i piatti della tradizione italiana: dal cappone in Piemonte alla minestra di cardi in Abruzzo, dalla brovada e muset con polenta in Friuli, alle scillatelle in Calabria, dal pandolce in Liguria alla pizza de Nata' nelle Marche, dai canederli in Trentino allo sfincione in Sicilia e molte altre specialità presenti in tutte le Regioni italiane.

Portare in tavola meno caviale, ostriche e salmone e piu' bollito, cappelletti in brodo e pizze rustiche che recuperano le tradizioni del passato, è - continua la Coldiretti - un motivo per riassaporare i gusti del passato, ma anche per ridurre le spese del cenone e del pranzo di Natale. La tendenza è dunque quella di una sostanziale tenuta del cibo made in Italy con l'abbandono delle mode esterofile del passato pagate a caro prezzo. Evitare snobismi come l'acquisto di frutta fuori stagione consente di risparmiare moltissimo con le ciliegie cilene che - precisa la Coldiretti - possono superare i 20 euro al chilo, senza peraltro garantire la stessa freschezza e genuinità di arance, mandarini, clementine e kiwi di produzione nazionale. E il 98 per cento dei brindisi sarà Made in italy con una netta sconfitta dello champagne rispetto allo spumante con quasi 140 milioni di bottiglie stappate in Italia e all'estero.

Peraltro con il Natale c'è una maggiore disponibilità di tempo libero e sono in molti a cogliere l'occasione per dedicare un po' piu' di tempo ai fornelli che, oltre ad essere una occasione di svago, fa bene alle tasche e alla salute. Il fai da te casalingo garantisce maggiore qualità perché offre la possibilità di scegliere con cura gli ingredienti e consente anche di risparmiare poichè i cibi pronti per il consumo arrivano a costare anche cinque volte il prezzo elle materie prime impiegate.

Il consiglio è di preferire i prodotti venduti direttamente dagli imprenditori agricoli in azienda o nei mercati poiché garantiscono genuinità, convenienza ed una maggiore originalità rispetto alle offerte natalizie standardizzate dei punti vendita tradizionali. E’ infatti boom di cesti, regali, pranzi e cenoni, “doc”, locali e caratteristici del territorio, nelle case e nei ristoranti, secondo la Coldiretti che presenta l’unico “rapporto sugli acquisti dei prodotti alimentari direttamente in fattoria e cantine”, realizzato da Coldiretti/Agri2000.

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