Bilancio più che soddisfacente per Antiquaria Viterbo, rassegna nazionale appena conclusasi all'ex convento dei Carmelitani di piazza Fontana Grande e già proiettata verso l'edizione del trentennale. “Credo che chi nutriva dei dubbi sulla bontà della decisione di riportare la manifestazione nel centro storico abbia di che ricredersi visto il successo ottenuto dall'edizione appena conclusasi -afferma visibilmente soddisfatto il presidente di TusciaExpo, Ugo Nardini. Grazie, naturalmente, ai nostri validissimi collaboratori e, soprattutto, agli espositori che ci hanno ancora una volta confermata la loro fiducia”.
“Una decisione -prosegue Nardini- che oltre a comportare un notevole abbattimento dei costi ci ha consentito di coinvolgere la città e, perché no, di avviare in qualche modo la riqualificazione del centro storico”. “Certo -conclude il presidente- per rivitalizzare la parte più antica della città servirebbe anche un progetto più ampio in grado di coinvolgere tutti gli interessati, dal comune agli altri enti, dagli operatori commerciali a quelli culturali. Per quanto ci riguarda, con Vitarte e Antiquaria abbiamo in qualche modo aperto la strada”.
Un successo su tutti i fronti, da quello più propriamente culturale, ricordiamo l'esposizione per l'intera durata della rassegna della presunta tavola di Leonardo e il dibattito che ne è scaturito, a quello commerciale.
“Oltre al loro numero - quest'anno ben oltre gli ottomila - quella che è aumentata -spiega Nadia Suriano, organizzatrice e vera “anima” assieme a Stefano Labellarte della mostra- è soprattutto la qualità dei visitatori giunti a Viterbo davvero da ogni parte d'Italia.
Soddisfatti poi gli stessi espositori per gli affari conclusi, anche chi non ha venduto molto ha alla fine espresso il proprio apprezzamento per una fiera decisamente rinnovata e in continua crescita”.
Una vera a propria inversione di tendenza rispetto ad un settore che più di altri risente della crisi economica, tanto che autorevoli commentatori hanno dichiarato che proprio a Viterbo si sono registrati i primi segnali di ripresa.
Una crescita, quella di Antiquaria, che andrebbe assecondata da un maggiore coinvolgimento della città e degli enti preposti. “Quello che andrebbe di sicuro migliorato -spiega Stefano Labellarte- è l'accesso alla rassegna attraverso un adeguato piano parcheggi insieme alla disponibilità di maggiori spazi pubblici riservati. Anche il centro storico andrebbe reso più accogliente anche in previsione del maggiore afflusso di visitatori che ogni manifestazione necessariamente comporta.
Del resto, l'indotto che gli eventi di TusciaExpo hanno dimostrato di realizzare giustificherebbe ampiamente una serie di investimenti. La stessa città -commercianti, alberghi, ristoratori, ecc- si sta finalmente accorgendo dell'importanza delle nostre rassegne e pian piano vi sta prendendo parte”.
- Uno Notizie Viterbo - Lazio -
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