LA VITERBO CHE DICE NO ALLA GUERRA: lettera di Peppe Sini, al quarto giorno di digiuno. Ultime notizie Tuscia -
Signor sindaco,
le scrivo non come concittadino, ma come essere umano ad un altro essere umano (la formula con cui Albert Einstein, Bertrand Russell ed altre illustri personalita' oltre mezzo secolo fa chiesero all'umanita' intera, e per essa a tutti i governanti del mondo, di abolire la guerra: "Noi rivolgiamo un appello come esseri umani ad esseri umani: ricordate la vostra umanita'...").
Riteneva Giorgio La Pira, il grande sindaco di Firenze, che le citta' potessero e dovessero impegnarsi per la pace.
Oggi noi siamo di fronte a questa immensa tragedia: che anche il nostro paese, violando la sua stessa legge fondamentale, la Costituzione della Repubblica Italiana, sta partecipando a due guerre: in Afghanistan e in Libia, due guerre che possono evolvere in una nuova guerra modiale, distruttiva della civilta' umana. E poiche' le guerre consistono di questo: l'uccisione di esseri umani, ogni giorno altri esseri umani vengono uccisi. La Costituzione italiana ci impone di agire per far cessare questo orrore, ci impone di agire per salvare le vite umane; la Costituzione italiana ci grida questo appello: "Ripudia la guerra".
Ripudia la guerra, salva le vite: sia il motto e il compito di ogni persona di retto sentire, di ogni persona di volonta' buona. Sia il motto e il compito dell'umanita' intera.
Le chiedo pertanto di proporre la convocazione del Consiglio Comunale e di proporre ad esso la seguente deliberazione o una di analogo tenore:
"Il Consiglio Comunale di Viterbo ripudia la guerra, nemica dell'umanita'.
Il Consiglio Comunale di Viterbo riconosce, rispetta e promuove la vita, la dignita' e i diritti di ogni essere umano.
Richiede al Governo e al Parlamento che cessi la partecipazione italiana alle guerre in corso.
Richiede al Governo e al Parlamento che si torni al rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana.
Richiede al Governo e al Parlamento che l'Italia svolga una politica internazionale di pace con mezzi di pace, per il disarmo e la smilitarizzazione dei conflitti, per il riconoscimento e l'inveramento di tutti i diritti umani per tutti gli esseri umani.
Solo la pace salva le vite".
Sono poche parole, ma impegnative.
Sono poche parole, ma ragionevoli.
Un cordiale saluto,
Peppe Sini
responsabile del Centro di ricerca per la pace di Viterbo,
al quarto giorno di digiuno contro la guerra