Viterbo, ultime news Bolsena - La possibile rimozione del Vescovo della diocesi di Orvieto-Todi, della quale Bolsena fa parte, ha provocato forti reazioni negative fra la popolazione: non vogliono che il proprio Vescovo sia allontanato. Il Sindaco Paolo Dottarelli ha partecipato insieme ai Sindaci di Orvieto e di Todi alla marcia di solidarietà, tenutasi ieri nel Centro storico di Orvieto, per rafforzare e dare la propria testimonianza a una persona che è sempre stata vicina alla comunità locale. “Bolsena non può dimenticare - interviene Dottarelli - il grande impegno del Vescovo che nel 2004 ha sostenuto la richiesta di vedere riunite le reliquie del Miracolo Eucaristico dopo 751 anni in un evento storico e indimenticabile per chiunque vi abbia partecipato”.
La sua capacità di essere vicino alla vita quotidiana della gente, tra la gente, per capire e incoraggiare, per sostenere le famiglie in difficoltà, ha certamente portato forti invidie e divisioni proprio all’interno del suo clero diocesano, veleni che sono riusciti ad influenzare le decisioni dei vertici del Vaticano e che arrivano fino a chiederne le dimissioni.
Certamente è impossibile entrare nell'assoluto riserbo delle motivazioni che hanno stabilito l'allontanamento di Mons. Scanavino. Comunque su questa vicenda sarà necessario rendere pubblici i veri motivi alla base delle critiche rivolte al Vescovo. Una decisione che lascia orfana e delusa una parte consistente della diocesi e certamente quella di Bolsena- cattolica e non cattolica - che in questi mesi ha manifestato solidarietà e calore umano al Vescovo segnando il crinale tra una visione più aperta e una più conservatrice della Chiesa.
E' stato inviato un appello molto esplicito a Papa Benedetto XVI affidando a Lui la speranza che la nostra voce possa essere ascoltata. Speriamo tutti che questa solidarietà verso il Vescovo sia anche un severo monito e grande dissenso verso chi ha cercato e cerca divisioni e incomprensioni e proprio che, nella Chiesa, dovrebbe dare il buon esempio.
Certamente tacere e obbedire non rappresenta per tutti noi la scelta più opportuna, anche se credenti.
“A nome mio e della comunità locale – afferma Dottarelli – voglio ringraziare Padre Giovanni, nella sua grande umiltà così voleva essere chiamato senza altri appellativi altisonanti, per la vicinanza che ci ha dimostrato nei fatti, concretamente, con la sua presenza e vicinanza sia nelle occasioni pubbliche, sia nel sostegno a iniziative caritatevoli private, che molto rendono di fronte agli occhi di Dio”.
Padre Giovanni ha pianto con chi piangeva, gioito con chi era nella gioia, aiutato chi aveva bisogno di aiuto e questo, certamente, ha dato fastidio e creato disagio a chi svolge la propria missione di Sacerdote non accanto ai più piccoli ma quantomai interessato alle alte sfere dei prelati.
Fonte: Comune di Bolsena